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BONDS GRECI RISARCITO INVESTITORE ITALIANO

Firenze, 1 luglio 2015. La sentenza n.700/2015 ottenuta dall'avvocato Paolo Grandinetti, emessa dal Tribunale di Prato, è di straordinaria importanza, essendo  la prima del genere in Italia,  peraltro di grande attualità, alla luce delle problematiche economiche  che affliggono lo stato ellenico in questi mesi.

Tale statuizione potrebbe permettere a migliaia di investitori di richiedere agli Istituti Bancari la restituzione dei propri investimenti in bonds greci, sulla falsariga della vicenda che interessò li bonds argentini.

Come si può leggere nella motivazione redatta dal Giudice Morabito, la Banca è stata ritenuta inadempiente ai propri obblighi di informazione al proprio cliente in merito ad un investimento in bonds GRECIA, atti ad evitare la perdita totale, in pochi mesi dell'investimento posto in essere.

Si tratta di moglie e due figli agenti in qualità di eredi del padre deceduto, che aveva investito presso la Banca la somma di € 30.000.00 in bonds greci.

La banca è stata quindi condannata alla restituzione dell'importo investito, con aggiunta del maggior danno e  di interessi dalla data della domanda, defalcato unicamente  delle cedole incassate, per un totale restituito di  di € 27.587,01=.

VI è copiosa giurisprudenza relativa ai " tango bonds" argentini, dove il default era oggettivo e quantomai prevedibile, ma in questo caso si tratta dello stato ellenico dove la situazione - peraltro di piena attualità - "nascondeva"  sin dal 2012 un default non conclamato ma in realtà avvenuto...!,come specificato dal Giudicante ala pagina n.11 della sentenza " non risulta che la banca abbia informato il cliente, successivamente alla sottoscrizione dell'ordine d'acquisto, del declassamento del debito pubblico greco, noto agli operatori del settore sina dal mese di aprile 2010 e fonte di un tale allarme nei mercati finanziari, da indurre il fondo monetario internazionale ad approvare un prestito di salvataggio per la Grecia da 110 miliardi di euro, subordinato alla realizzazione di severe misure di austerità; prestito che in realtà, si è in seguito appreso, nascondeva un parziale e già avvenuto default dello stato greco, non più in grado di vendere agli investitori a condizioni di mercato i propri titoli".

Il giudice ha quindi riconosciuto un' inadempimento contrattuale sia nella fase precontrattuale, non essendo l'investitore - non abituale- stato adeguatamente informato del rischio collegato all'investimento in bonds greca, nonostante la sottoscrizione del documento sul rischio, che nella fase dell'esecuzione del contratto.... il Giudice specifica, con un passaggio importantissimo alla pagina n.12..." Fideuram  non solo non ha fornito temeprstivamente al proprio cliente le informazioni di cui sopra - con ciò impedendogli di assumere ogni determinazione tesa ad evitare almeno una parte delle perdite - ma non si peritò nepppure di comunicare all'investitore l'integrale default del titolo: dalla documentazione in atti emerge infatti l'assenza di qualsiasi informazione sul punto, nè la Banca Fideuram s.p.a ha prodotto alcunchè al riguardo al fine di documentare le informazioni fornite al cliente sull'andamento progressivo e sul crollo finale del titolo..."

 Avv. Paolo Grandinetti

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